“Delle ultime visioni cutanee” . Nicola Galli/Tir Danza. Review.

produzione: STEREOPSIS / TIR Danza

concept, coreografia e azione: Nicola Galli

assistenza tecnica: Andrea Mosca

costumi: Acne studios

spazio prove: Spazio Casaglia, STEREOPSIS, Teatro Astoria

promozione: Valeria Castellaneta

durata: 30 minuti

progetto sviluppato presso l’Institut Culturel Italien de Paris, Hôtel de Galliffet

http://www.progettomdv.it/

DEBUTTO 14 ottobre 2014 _ N.Av.E. Potenza

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In una scena vuota e senza orpelli dal soffitto pende un uovo, centrale. Dal punto di fuga la mente ritorna alla Pala di Brera di Piero della Francesca, superbo esempio rinascimentale degli studi sulla prospettiva e dipinto ricco di simbologia. E sembra quindi che dove la scena manchi in suppellettili si riempia di significati reconditi e allusivi.

Con ritmo cadenzato, movimenti lenti e puntuali Galli ricostruirà con cura e metodo una scenografia fatta di luce, ombre in proiezione e architetture lignee. Ne nascerà uno studio sul corpo che prende consapevolezza in un paesaggio costruito e decostruito, reso fertile, illuminato, curato.

“Delle ultime visioni cutanee” si nutre della necessità di rappresentare in maniera analitica il principio della riproduzione in serra. A questo scopo il soggetto performativo agirà sul paesaggio, articolando accuratamente un racconto fatto di 4 capitoli, incentrati sulle rappresentazione di altrettanti paesaggi: botanico, orografico, etologico, scenico.

La scenografia si dipana lentamente agli occhi dello spettatore e descrive una serra, ovvero il luogo artificiale in cui la pianta inizia il proprio ciclo vitale, a partire dalla semina che porterà i primi germogli, fino allo sviluppo del frutto che ristabilirà la natura ciclica del processo divenendo protezione, nutrimento e veicolo di riproduzione per il seme.

All’ interno di questo luogo, corpo e oggetti sono sottoposti a esercizi di manipolazione micro e macroscopica, assecondati da un’ illuminazione modulare utile a isolare progressivamente i dettagli dell’ indagine.

La prima serra inscenata presenta il paesaggio in cui il corpo opera, utilizzando le possibilità motorie degli arti superiori al fine di costruire strutture articolari e luminose.

 La seconda serra propone un panorama luminoso, rettangolare come uno schermo, che allude a un rilievo montuoso. In primo luogo si indagherà la legge di gravità in relazione all’ inclinazione del piano, in secondo luogo si passerà a osservare la geografia corporea. Le ombre degli arti proiettate sullo schermo descrivono un paesaggio fisico.

La terz10411300_748551201847127_1485564898158570146_na serra espone le dinamiche attraverso cui il corpo recupera la coordinazione motoria. Gradualmente, il soggetto sentirà il bisogno di riconnettere le tre strutture anatomiche fondamentali di cui è costituito.  L’ impalcatura endoscheletrica descrive la forma e sostiene la fibra muscolare, madre del movimento; l’epitelio, infine, in superficie, modula la comunicazione con le cose del mondo e raccoglie i segni della nostra storia. Scrutando ogni singolo dettaglio epiteliale quali screpolature, sbucciature, esfoliazioni e irritazioni si ricompone il passato.

In sintesi l’ esercizio speculativo si conclude con l’analisi del soggetto performativo che abita il paesaggio. La quarta serra è agita da un corpo gioioso e abbandonato al movimento. La frottola di Tromboncino accompagna la danza soave in spirito rinascimentale di “Se ben hor non odo”: il corpo danza, perduto in un tempo cortigiano e si appropria della scena in maniera gaia. La metrica chiara della Bassadanza, prima forma coreutica cortigiana codificata, richiama nuovamente i canoni estetici rinascimentali. Infine, il corpo esausto espelle liquidi attraverso sudorazione e lacrimazione fino a che fiacco, si rifugia nel grembo dello strato montuoso che ha costruito, rannicchiato proprio sotto quell’ uovo, simbolo archetipico della vita. Il corpo è seme, e il ciclo ricomincia.

“Delle ultime visioni cutanee” è un felice esperimento di ricerca performativa, fresca brezza nella scena coreutica italiana. Rappresentato con successo per la prima volta al N. AV. E., innesca un complesso meccanismo meditativo che continua il suo moto fecondo nella mente del pubblico.

 

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